Io sono il tempo – Poesia di morte

Due poesie attraversano questo progetto di Occupy W.C.: Poesia di morte e La freccia nera / L’oscurità della prigione. Sono state scritte da prigionieri detenuti e torturati nel carcere di Guantánamo, all’interno della base navale statunitense di Guantánamo Bay, nel sud-est di Cuba.

Le loro parole trasformano l’esperienza della prigionia in testimonianza, memoria e atto poetico. Da qui prende forma il dialogo con Io sono il tempo: una riflessione sulla resistenza della poesia oltre la violenza e l’oblio.

Poesia di morte

Poesia di morte

Prendete il mio sangue.
Prendete il mio sudario
e i resti del mio corpo.

Fotografate il mio cadavere
nella tomba, da solo.

Mandate le foto al mondo,
ai giudici e agli uomini
dalla coscienza pulita.
Mandatele agli uomini di sani princìpi e ai giusti.

E lasciate che portino il peso della colpa,
davanti al mondo,
di quest’anima innocente.

Che portino il peso,
davanti ai loro figli e davanti alla storia,
di quest’anima sprecata e pura,
di quest’anima che ha sofferto
per mano dei «protettori della pace».

Jumah al Dossari

Jumah al Dossari

Cittadino del Bahrain e padre di una figlia, Jumah al Dossari è stato detenuto a Guantánamo per oltre cinque anni, senza accuse né processo.

Durante la detenzione ha subito gravi abusi fisici e psicologici, descritti anche in Inside the Wire, il resoconto dell’ex militare statunitense Erik Saar. Tenuto a lungo in isolamento, tentò più volte di togliersi la vita.

Io sono il tempo

«Io posso aspettare più a lungo di te, perché sono il Tempo.»

Così scrive Salvador González Escalona, artista cubano recentemente scomparso, in uno dei suoi murales nel Callejón de Hamel, all’Avana. Da questa frase nasce il progetto di Occupy W.C.: il Tempo diventa Poesia, memoria e possibilità di resistenza.

La poesia prende forma attraverso le voci di tre artisti cubani — Alexander Beatón Galano, Pedro Gutiérrez Torres e José Ramón Sánchez Leyva — invitati a raccontare il proprio mondo creativo e la Cuba di oggi.

Alexander Beatón Galano (1968) sviluppa una ricerca sull’identità contemporanea, intesa come spazio di relazioni in continua trasformazione.

José Ramón Sánchez Leyva (1972) è un poeta razionale e istintivo, guidato dal suono delle parole e dal loro significato storico, sociale e politico.

Nati a Guantánamo, gli artisti si confrontano con una realtà segnata dalla presenza della base militare statunitense. Il loro pensiero apre però una riflessione più ampia sulla comunicazione, la convivenza e la possibilità di immaginare il futuro.

Marcello Simeone

Performance Io sono il tempo — giugno 2022

Luoghi
Parigi — Palais de Tokyo
Londra — Tate Modern
Madrid — Museo del Prado, Museo Reina Sofía, Museo Thyssen-Bornemisza
Venezia — Biennale Arte

Con la partecipazione di
Alexander Beatón Galano, Yasnai Ricardo Perez, Anna Pau, Beatrice, Davide Turi, Giovanna Farigu Simeone, José Ramón, Sánchez Guerra, Laila, Leonardo, Luciana Fronteddu, Manuela Mossa, Nicolas Chaveau Pegas, Norma Gomez Triana, Paolo Desogus, Pietro, Seriocha Sarmiento Perez, Simona Campus e Vittorio.

Per scoprire come funziona il progetto Occupy W.C., visita la pagina dedicata.