A dieci anni dalla sua nascita, Occupy W.C. continua il suo viaggio. Più di cento performer provenienti da oltre venti Paesi hanno partecipato al progetto, portando le loro opere in oltre cinquanta luoghi tra musei, aeroporti, stazioni e spazi pubblici di tutto il mondo.
Attraverso interventi e QR code, Occupy W.C. trasforma le toilette in spazi espositivi non convenzionali e propone una visione della realtà ironica, provocatoria e divergente.
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Tutti hanno le loro ragioni
Il video Everyone Has Got Their Reasons riprende e mette in risalto, attraverso le voci di persone provenienti da diverse parti del mondo, la frase di Jean Renoir: «Su questa terra c’è una cosa terribile: tutti hanno le loro ragioni», tratta dal film La regola del gioco (1939).
Questa performance è attualmente in corso nelle toilette di numerose istituzioni pubbliche e private in tutto il mondo.
Io sono il tempo
Alexander Beatón Galano, Pedro Gutiérrez Torres e José Ramón Sánchez Leyva raccontano la Cuba di oggi attraverso arte, identità e poesia. Ma la poesia diventa anche testimonianza: Poesia di Morte e La freccia nera/L’oscurità della prigione sono state scritte da prigionieri detenuti e torturati nel carcere militare statunitense di Guantánamo.
Climate change Septet
Climate Change Septet celebra dieci anni di Occupy W.C. con una riflessione su cambiamento climatico, intelligenza artificiale e comunicazione.
Gli interventi di Marco Grasso, Cristiano De Nobili e Luciano Pes dialogano con le provocazioni, generate con l’AI, di Emma Fai e James Nemo.
La toilette pubblica diventa così un laboratorio sul confine tra realtà e finzione, oltre i filtri della visione mainstream.
Fuck Fundamentals
Il progetto si completa con le riflessioni critiche di Luigi Prestinenza Puglisi, Luciano Pes e Simona Campus, che ampliano il dibattito sull’architettura, la cultura e la società contemporanee.